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Settembre 8, 2026
Elezioni del/della Rettore/Rettrice 2026 – 2032 – Appello agli elettori
Settembre 23, 2026Un passaggio che riguarda anche il nostro lavoro
Nel mese di ottobre 2026 la comunità universitaria di Sapienza sarà chiamata a eleggere il/la Rettore/Rettrice per il sessennio 2026–2032. La prima tornata di voto è prevista dal 6 al 9 ottobre 2026.
Per il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario è un passaggio che riguarda direttamente il lavoro quotidiano: organizzazione, organici, carriere, welfare, formazione, lavoro agile, innovazione e qualità dei servizi sono scelte che incidono concretamente sulle nostre strutture e sulle persone che vi lavorano.
Per questo ANIEF – Dipartimento Università presenta un’Agenda autonoma: non per indicare una scelta di voto, ma per mettere al centro i problemi reali dei colleghi e offrire priorità chiare, inclusive e verificabili con cui leggere gli impegni per il prossimo sessennio.
Da chi lavora qui, per chi lavora qui
Questa Agenda nasce dentro Sapienza dal lavoro di ogni giorno e dall’ascolto di colleghe e colleghi che tengono in piedi uffici, dipartimenti, facoltà, laboratori, biblioteche, servizi centrali, poli e strutture sanitarie.
Prima ancora che rappresentanti sindacali, siamo persone che lavorano qui: conosciamo le differenze tra una struttura e l’altra, i carichi che spesso non si vedono, le responsabilità che aumentano e le soluzioni pratiche che molte volte vengono trovate proprio grazie all’esperienza di chi sta nei processi.
Per questo abbiamo scelto di scrivere un’Agenda concreta e riconoscibile. Non un elenco di promesse e non un documento costruito lontano dai luoghi di lavoro, ma poche priorità che incontriamo ogni giorno: organici adeguati, percorsi professionali chiari, formazione utile, welfare accessibile, organizzazione più semplice, lavoro agile usato meglio, innovazione che aiuti davvero e una partecipazione reale alle decisioni che riguardano il nostro lavoro.
Il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario non è un apparato accessorio: è parte essenziale della comunità universitaria. E non esiste un unico modo di essere personale TAB. Ci sono professionalità, sedi e condizioni di lavoro molto diverse, ma c’è un’esigenza comune: poter lavorare bene, con regole comprensibili, strumenti adeguati, rispetto delle competenze e possibilità di crescita.
Il nostro impegno è questo: ascoltare prima di decidere, riconoscere le differenze, chiedere cose realizzabili e verificare nel tempo ciò che viene fatto. Un sindacato serve soprattutto a questo: esserci, conoscere i problemi, rappresentarli con serietà e tornare dai colleghi con risultati, spiegazioni e nuove proposte.
Quattro principi
Organici e organizzazione devono partire dai bisogni reali delle strutture e dalla qualità del lavoro.
Il valore professionale deve essere riconosciuto, aggiornato e messo in rete.
Chi lavora nei processi deve poter contribuire al loro miglioramento.
Ogni impegno deve poter essere seguito nel tempo con criteri chiari.
Persone e organici
Il primo problema che incontriamo nelle strutture è semplice da descrivere: spesso il lavoro cresce più velocemente delle persone disponibili.
- Programmare assunzioni e sostituzioni partendo da fabbisogni reali, scoperture, carichi di lavoro e competenze necessarie, non soltanto da numeri complessivi.
- Rafforzare le strutture dove pensionamenti, mobilità, nuovi adempimenti o crescita delle attività hanno creato squilibri evidenti.
- Rendere comprensibili i criteri con cui il personale viene assegnato e favorire mobilità volontaria e percorsi coerenti con le competenze.
- Non applicare la stessa soluzione a realtà diverse: amministrazione, figure tecniche, laboratori, biblioteche, servizi agli studenti, ricerca, sicurezza, poli e sanità hanno fabbisogni specifici.
Carriere, incarichi e riconoscimento professionale
Molti colleghi svolgono oggi attività più complesse di quelle di qualche anno fa. Responsabilità e competenze devono trovare un riconoscimento reale.
- Programmare con continuità progressioni economiche e passaggi tra le aree, nel rispetto delle regole contrattuali, evitando opportunità episodiche o imprevedibili.
- Rendere chiari i criteri per incarichi, posizioni, responsabilità e pesatura delle funzioni.
- Riconoscere competenze amministrative, tecniche, bibliotecarie, gestionali e specialistiche senza creare lavori di serie A e lavori di serie B.
- Collegare esperienza, formazione, competenze e responsabilità a percorsi di crescita riconoscibili.
Formazione e sviluppo
La formazione è utile quando aiuta a risolvere problemi reali, accompagna i cambiamenti e apre possibilità di crescita.
- Partire dai fabbisogni delle strutture e delle persone, non soltanto da cataloghi standard.
- Garantire formazione continua in orario di lavoro, con percorsi trasversali e specialistici.
- Favorire affiancamento, comunità di pratica e scambio di competenze tra strutture.
- Riconoscere le competenze acquisite e collegarle, quando possibile, ai percorsi professionali.
Welfare e qualità della vita lavorativa
Dietro ogni collega c’è una persona: con una famiglia, tempi di vita, problemi di salute, spostamenti, responsabilità di cura e fasi diverse della propria vita.
- Rendere il welfare più accessibile, flessibile e vicino ai bisogni reali delle persone.
- Prestare attenzione a genitorialità, caregiver, fragilità, salute e benessere psicologico.
- Favorire servizi e opportunità su mobilità, cultura, sport e vita di comunità.
- Intervenire sul disagio organizzativo e prevenire stress lavoro-correlato, discriminazioni, molestie e conflitti che deteriorano il lavoro.
Organizzazione, semplificazione e lavoro agile
Chi lavora nei processi sa bene dove si perde tempo: doppie registrazioni, passaggi ridondanti, interpretazioni diverse, procedure nate per semplificare che finiscono per complicare.
- Rivedere i processi insieme a chi li gestisce ogni giorno, eliminando duplicazioni e adempimenti che non aggiungono qualità.
- Rendere più omogenee le regole tra strutture quando non esistono motivi organizzativi reali per trattamenti differenti.
- Usare meglio il lavoro agile dove le attività lo consentono: criteri trasparenti e uniformi, obiettivi chiari, dinieghi motivati, diritto alla disconnessione e attenzione alle fragilità.
- Valutare il lavoro agile sulla qualità del servizio e sui risultati, non sulla semplice presenza fisica.
Digitale e intelligenza artificiale al servizio del lavoro
Siamo favorevoli all’innovazione quando fa risparmiare tempo, riduce gli errori e rende i servizi migliori. Non quando sposta semplicemente nuovi adempimenti sulle persone.
- Semplificare i processi prima di digitalizzarli o automatizzarli.
- Formare le persone prima di introdurre nuovi strumenti e nuove responsabilità.
- Utilizzare l’intelligenza artificiale con protezione dei dati, sicurezza, trasparenza e supervisione umana.
- Valutare prima l’impatto di automazione e IA su carichi, ruoli, responsabilità e organizzazione.
Partecipazione, trasparenza e verifica
Una delle frasi che sentiamo più spesso è: «le decisioni arrivano quando sono già prese». È un modo di lavorare che va superato.
- Rendere stabile il confronto sui temi dell’organizzazione e del lavoro con RSU e organizzazioni sindacali, nel rispetto delle rispettive competenze.
- Coinvolgere le professionalità interessate quando si ridisegnano processi, strumenti o servizi che saranno poi chiamate a gestire.
- Comunicare in modo comprensibile obiettivi, tempi e criteri delle principali politiche del personale.
- Verificare periodicamente cosa è stato realizzato, cosa è in corso e cosa non ha funzionato, spiegandone le ragioni.
Una Sapienza, molti lavori
C’è chi lavora davanti a un gestionale e chi in laboratorio. Chi segue studenti, acquisti, personale o progetti di ricerca. Chi tiene aperta una biblioteca, chi gestisce impianti, sicurezza e manutenzione, chi lavora al Policlinico o in altre strutture sanitarie, chi garantisce ogni giorno continuità amministrativa e servizi.
Non esiste un unico modo di essere personale TAB. Esiste però una comunità professionale che merita lo stesso rispetto, regole comprensibili, possibilità di crescere e qualità del lavoro.
Il metodo
Il senso di questa Agenda
Non promettere tutto. Mettere sul tavolo problemi veri, proposte praticabili e impegni che possano essere verificati.
È il modo in cui intendiamo continuare a fare sindacato in Sapienza: esserci, conoscere, ascoltare, proporre e tornare a verificare.
Più voce. Più riconoscimento. Più qualità del lavoro.
Per tutte le colleghe e tutti i colleghi che ogni giorno fanno crescere Sapienza.
Leggi e condividi l’Agenda TAB Sapienza 2026–2032
L’Agenda è una piattaforma autonoma di ANIEF – Dipartimento Università. La scelta di voto resta personale, libera e segreta.
Calendario elettorale: prima tornata 6–9 ottobre 2026. Fonte: Sapienza Università di Roma, “Elezioni del/della Rettore/Rettrice 2026–2032”.




